Dopo la puntata di Servizio Pubblico del 23.05.2013 è ormai chiaro: Provenzano, a prescindere dalle sue reali intenzioni, non deve assolutamente parlare. Ma parlare di cosa e con chi? Magari di tante cose, vista la sua lunga carriera di boss, e magari davanti al PM Di Matteo nell’ambito del processo sulla trattativa Stato-Mafia. Magari tra le prime cose che potrebbe dire, perchè più recenti, ci potrebbe essere una illuminante spiegazione della sua così duratura latitanza e sul ruolo, in questa latitanza, dei Ros. Read the rest of this entry »
Provenzano parla e si prende “lignate”
Posted: 24th maggio 2013 by Leonardo Iacobucci in Attualità, Politica internaTags: di matteo, mafia, parma, provenzano, ros, santoro, servizio pubblico, stato
Ineleggibilità:siamo un paese senza ratio… legis!
Posted: 23rd maggio 2013 by Leonardo Iacobucci in Politica internaTags: berlusconi, concessioni, ineleggibilità, tv
Per chi non lo sapesse esiste un D.P.R. 30 marzo 1957 che, all’art. 1 comma 1 n.1, recita:
Andreotti è morto a 33 anni
Posted: 9th maggio 2013 by Leonardo Iacobucci in Attualità, Politica internaTags: andreotti, giornalisti, mafia, politici
Come avviene generalmente per il gentil sesso anche per Andreotti si è usata la cortesia di “togliere gli anni”….peccato che gli anni in questione siano quelli segnati da un sodalizio mafioso e che ad usare tale cortesia siano stati tutti i giornalisti italiani, tranne rare eccezioni. Praticamente hanno fatto tutti finta che quel periodo della sua vita non sia mai esistito… Andreotti è morto praticamente a soli 33 anni. Ma chi ha mai detto che Andreotti è stato un mafioso? Nella primavera del 1980 lo dicono le motivazioni della sentenza d’appello di Palermo del processo ad Andreotti Giulio, imputato di associazione per delinquere e associazione di tipo mafioso. Mafioso fino al 1980.
Marò che figura!
Posted: 21st marzo 2013 by Leonardo Iacobucci in Attualità, Politica esteraTags: diritto internazionale, india, marò, pirati
Sulla ormai nota vicenda dei due Marò sotto processo in India per aver ucciso dei pescatori scambiati per pirati c’è da fare una premessa.
Che bisogno c’era che una nave privata avesse a bordo due militari dell’esercito italiano? Non poteva l’armatore rivolgersi a contractors privati? E’ vero che anche l’impiego dei due militari è a carico dell’armatore ma perché proprio loro e non dei mercenari? Evidentemente allo stesso prezzo (?) ci sono dei bei vantaggi a farsi scortare da membri dell’esercito nazionale. Vediamo la questione giuridica.
Per amore del popolo italiano fate qualcosa!
Posted: 19th marzo 2013 by Leonardo Iacobucci in AttualitàTags: borsellino, camorra, chiesa, diana, giuseppe
In un momento in cui tutti festeggiano ed acclamano il nuovo papa come una svolta nel mondo della chiesa cattolica (tutta da verificare e già minata dalle prime critiche sul passato di Bergoglio ai tempi della dittatura argentina), preferisco ricordare che morto un papa se ne fa un altro, ma morto un don Giuseppe Diana…non è detto che ne verranno altri.
Diciotto anni fa moriva Don Giuseppe Diana, barbaramente assassinato nella sua chiesa di Casal Di Principe. Nei giorni successivi i giornali accusarono Don Peppino di essere un donnaiolo, una testata locale aprì addirittura con il titolo “Don Diana era un camorrista”. Don Peppino invece ebbe come unica colpa quella di aver pubblicato uno scritto dal titolo “Per amore del mio popolo non tacerò”. Ecco il testo:


